Donne e motori, un binomio comune che subito fa pensare alle bellissime ragazze sedute sulle moto che vengono presentate ai saloni o mentre fanno da ombrelline ai piloti durante le gare. È invece più difficile immaginare che una donna, più precisamente una mamma e vedova, abbia dato vita ad una delle prime aziende motociclistiche del mondo.

Pesaro, 1911. Teresa Boni fissa i suoi terreni dalla finestra di casa sapendo che quelle terre presto non saranno più sue. È sola a crescere i suoi figli, due femmine e sei maschi il più piccolo dei quali ha nove anni, e nessuno di  loro è interessato a portare avanti l’attività agricola ereditata dal padre scomparso pochi anni prima. Anche se sono poco più che bambini hanno ben chiaro che vogliono fare i meccanici. Giovanni e Giuseppe, i più grandi di tutti i fratelli, si trasferiscono a Fermo per frequentare l’istituto tecnico industriale e alla fine del primo decennio del ‘900 si diplomano e loro madre decide di aiutarli a realizzare il loro sogno. Quelle terre che Teresa guarda rappresentano il passato, una vita e un lavoro sempre più lontani dalle aspirazioni dei suoi figli, la sua è una scelta difficile, rischiosa ma non ha può ancora sapere di come verrà ripagato il suo coraggio.

In un’Italia patriarcale e tradizionalista, Teresa Boni scelse di vendere gran parte dei terreni ereditati dal marito per aprire ai figli la loro prima officina, poi l’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale segna un momento di crisi per i due fratelli e il colpo di grazia arriva col terremoto nel 1916 che rese inagibile l’officina e la casa della famiglia Benelli. Ben presto però Teresa trovò un’altra sistemazione così i figli tornarono al lavoro trasformando il vecchio capanno in una vera officina che pochi anni dopo diventò la fabbrica in cui, negli anni ’60 nacque il Leoncino, una delle moto simbolo del miracolo italiano.

Mi piacerebbe scrivere di più su Teresa Boni ma non è facile trovare informazioni su di lei. Sappiamo tante cose sui suoi figli, soprattutto su Antonio meglio conosciuto come Tonino il pluri campione italiano di velocità o sulle capacità meccaniche di Giuseppe e di Giovanni ma è difficile ricostruire con precisione la storia della loro mamma.

Una storia che merita di essere raccontata – Nel giorno delle donne voglio dedicare queste poche righe a Teresa e spero che chi legge possa trovare ispirazione dalla sua intraprendenza. È stata determinante per il futuro dei suoi figli e per quello delle centinaia di persone che dal 1911 hanno lavorano e lavorano ancora oggi per la Benelli Moto, le sue scelte sono state decisive per l’arricchimento del suo territorio che oggi vanta di essere diventata ufficialmente “terra dei motori”. Nonostante tutto questo Teresa è rimasta all’ombra del successo che ha generato, allora buon 8 marzo a Teresa alle donne che come lei non hanno paura di fare la storia.

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