La scelta di Viñales determinerà le prossime decisioni di mercato. Dopo l’annuncio di Lorenzo che passerà alla Ducati, il rookie del 2015 diventa la prossima pedina determinante nel mercato piloti. Le sue aspirazioni sono quelle di diventare un campione, come ha dichiarato quattro giorni prima del Gran Premio di Spagna. Valentino Rossi, ormai padrone di casa indiscusso in Yamaha, aveva detto di non disprezzare Viñales come compagno di squadra, un’affermazione che ha lusingato lo spagnolo e lo sta avvicinando sempre più alla casa di Iwata.

Il primo team ad aspettare una risposta è Davide Brivio, team manager del team Suzuki Ecstar, che ha spiegato com’è la situazione all’interno del loro box: “Penso che in queste tre gare, per una ragione o per un’altra, non abbiamo ottenuto il massimo del risultato ma penso che le nostre moto stiano migliorando. Probabilmente, dobbiamo lavorare di più sulle gomme, con dei piccoli aggiustamenti possiamo essere competitivi ed essere al top della classifica”.

Se la giovane promessa iberica è desiderata da Suzuki e da Yamaha, è meno corteggiato il suo attuale compagno di squadra, Aleix Espargarò che di proposte ne ha molte meno. Su GPone.com Brivio ha detto che hanno parlato con diversi manager, non si sa quali siano, ma il nome del loro attuale pilota non è stato confermato per il 2017.

Più Suzuki in MotoGP. Nell’intervista che Brivio ha rilasciato al sito inglese crash.net, ha detto che Suzuki vogliono aumentare il numero di moto sulla griglia della MotoGP e si stanno già muovendo per concretizzare questo progetto: “C’è chi ci ha chiesto le moto e noi abbiamo parlato con Dorna. Anche loro vorrebbero vedere più Suzuki sui circuiti”. “Non abbiamo esperienza con i team satellite in termine di gestione, creazione e organizzazione. È un discorso interno che stiamo portando avanti. Dobbiamo ancora valutare il tutto è chiaro che c’è a chi piacerebbe questo progetto. Adesso dobbiamo veder se è realizzabile o no” ha concluso Brivio.

Rosso Ducati. Dopo la conferma di Lorenzo, resta ancora da capire chi sarà il suo compagno di squadra. I vertici dell’azienda italo-tedesca hanno sempre detto di voler scegliere uno tra i due attuali piloti, Andrea Iannone o Andrea Dovizioso. Uno impulsivo, talento da gestire, l’altro cauto, riflessivo e buon collaudatore.

“Volevo cambiare” è questa la giustificazione che Jorge Lorenzo ha dato pochi giorni dopo l’ufficialità del suo passaggio alla Ducati ma, “ma ora vinco il titolo con Yamaha”. “Sentivo bisogno di un cambiamento, una nuova sfida della mia carriera, stabilire nuovi obiettivi per me stesso e cercare di raggiungerli mantenendo questo livello di competitività e di ambizione” ha detto lo spagnolo.

L’importanza di Stoner. L’australiano ha parlato con Lorenzo ma non si sa quanto siano state determinanti le sue parole nella scelta dello spagnolo. A dirlo, è stato Gigi Dall’Igna, ingegnere e manager della Ducati Corse, in un’intervista su Gazzetta.it. Il boss della rossa, ha anche detto, senza mezzi termini, che la scelta di ingaggiare Lorenzo è mirata per vincere il titolo mondiale.  “Ho detto sempre che non voglio scuse. Non voglio pensare che non ho i piloti, adesso ne ho due che secondo me sono bravissimi, potenziali campioni. Ma è vero che Iannone non è mai stato iridato, Dovizioso lo è stato in 125 ma poi mai più. Io voglio un pilota che è stato campione del mondo in MotoGP per togliere a me e alla Ducati ogni scusa. Adesso dipende solo da noi”.

Lo dice Agostini. L’ex pilota italiano, leggenda delle due ruote, è convinto che la Yamaha continuerà a trattare al meglio Jorge Lorenzo per tutta la stagione 2016. “Yamaha lo aiuterà perché è un team serio e vogliono che vinca”.

Torniamo in pista. Dopo la caduta di Austin, Valentino Rossi guarda avanti e al Gran Premio di Spagna punta al podio. “Jerez è un circuito che mi piace molto. È molto diverso dalle prime tre piste del campionato. Dovremo continuare a lavorare come abbiamo fatto fino ad ora: trovare l’assetto giusto per le gomme e continuare a lavorare con le Michelin e soprattutto, puntare al podio!”

Replay. Nel 2015 Jorge Lorenzo aveva collezionato quattro gare consecutive e la prima era stata proprio a Jerez. Lo spagnolo spera di ripetere il successo dell’anno scorso, d’altronde, il circuito andaluso ha una curva che porta il suo nome, la curva 13 dove si sono viste le più belle sportellate tra Rossi e Gibernau (2005), Marquez e il “titolare” Lorenzo (2013).

 Adesso basta! Dopo essere stato messo KO per due volte consecutive da Iannone in Argentina e da Pedrosa in Texas, Andrea Dovizioso si concentra sul Gran Premio di Spagna. Jerez non è una delle piste preferite dal romagnolo ma ormai deve giocarsi il tutto per tutto e dare il meglio di sé anche perché il suo contratto è in scadenza.

Anche l’Aprilia mette le ali. Al Gran Premio di Spagna anche la RS-GP avrà le tanto discusse alette. GPOne.com anticipa che al primo appuntamento europeo, la moto di Noale avrà delle novità anche nella ciclistica.

La versione francese di Motorsport.com, scrive che per la casa di Noale il Gran Premio di Spagna sarà un vero banco di prova perché “quando una moto funziona bene su questo circuito significa che è efficace quasi ovunque” ha detto il team manager, Fausto Gresini.

Redding non temere. Paolo Ciabatti, il direttore sportivo di Ducati, ha parlato col sito tedesco speedweek.com dicendo che, la casa costruttrice farà il possibile perché il pilota inglese possa raggiungere il suo obiettivo di chiudere la stagione non oltre la sesta posizione in classifica generale.

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