Dopo alcune stagioni sottotono, il Campionato della MotoGP è tornato a regalare emozioni, spettacolo e a riavvicinare gli appassionati. E mai, come nel 2015, il titolo mondiale è stato tanto conteso.

Due compagni di squadra: Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, due dei migliori piloti degli ultimi anni. Nel box a fianco un fenomeno di 22 anni, Marc Marquez, in due stagioni disputate nella classe regina ha vinto due titolo, al suo fianco Dani Pedrosa, mai vincitore a fine stagione ma pilota strategico negli equilibri del Campionato.

Si sapeva prima del debutto della stagione che ci sarebbe stato da divertirsi: Valentino Rossi, 36 anni e nove titoli mondiali da anni è alla caccia del 10°; dall’altra parte dello stesso box Jorge Lorenzo, 27 anni, due titoli in MotoGP, ha iniziato il Campionato determinato a conquistare il terzo. Ma i due piloti Yamaha sapevano di non essere soli, tra loro, a complicare la sfida ci sarebbe stato Marquez.

Quello che era iniziato come un anno pieno di entusiasmo, ricco di gioie e di dolori perché ad ogni gara tutto era possibile e ogni volta la sfida appassionava gli spettatori. Chi vincerà il titolo? È la domanda che tutti si fanno da mesi.

Una leggenda narra che quando Valentino Rossi vince la prima gara si aggiudica poi il titolo. Al primo appuntamento stagionale, sotto i riflettori del Qatar, il pesarese ha vinto, ma al penultimo appuntamento ha ricevuto una penalità che macchierà a vita il suo curriculum di Campione.

In Malesia, Rossi e Marquez si sono sorpassati in una serie di botta e risposta nella lotta per il podio. Un gesto di Rossi ha fatto discutere gli spettatori ed è stato lanciato l’hashtag #SepangClash. Poi, la decisione della commissione gara: Valentino Rossi è stato punito con tre punti in meno sulla patente e la partenza dall’ultima fila a Valencia, all’ultima gara con sette punti di vantaggio su Jorge Lorenzo.

Un sport meraviglioso dove non ci sono mai stati scandali di doping, senza tensioni tra tifosi, è stato rovinato dalla tensione, dall’istintività che hanno avuto i piloti in pista. Uno sport senza scandali di piloti è stato macchiato dalle incorrettezze reciproche avvenute tra i migliori della sua categoria.

Valentino Rossi ha fan in tutto il mondo: ad ogni gara si vedono tribune intere coperte di giallo e da anni è stato soprannominato “The Doctor”. Un fuori classe in pista e comunicatore davanti le telecamere, sempre originale nel festeggiare le sue vittorie ha fatto appassionare migliaia di persone ed è diventato l’idolo di ogni giovane pilota.

Nel 2013 uno dei suoi più fedeli tifosi ha realizzato un sogno. È stato l’anno in cui Marc Marquez, pilota spagnolo ha debuttato nel Campionato Mondiale e si è trovato a duellare col suo eroe. In quell’anno, durante la conferenza stampa, Marquez guardava incredulo e felice Valentino Rossi, sembrava non riuscire ancora a credere di sedere al lato del suo più grande idolo.

Il maestro Rossi e l’allievo Marquez hanno regalato spettacoli incredibili e in più occasioni il giovane pilota Honda ha replicato alcuni dei sorpassi storici del Dottore, come quello di Laguna Seca nel 2013, ma tra loro, anche se il novellino ha avuto la meglio in più occasioni, la gara è sempre finita tra sorrisi e abbracci.

Era bello vedere come due sfidanti si complimentassero tra loro. I giornalisti raccontavano dei bei rapporti tra i piloti e della bella atmosfera che si percepiva girando tra i box. Ma le favole non durano per sempre.

La tensione e gli interessi in gioco hanno rovinato un clima di festa.

All’inizio della stagione 2015 Valentino Rossi ha debuttato determinato a voler firmare un altro record nella storia, Marc Marquez voleva confermarsi fenomeno delle due ruote per col terzo titolo consecutivo e Jorge Lorenzo voleva dimostrare di essere in forma per iridarsi campione.

Le sportellate, i sorpassi discutibili, i contatti compromettenti, qualche scivolata di troppo pur di passare. L’apice si è raggiunto quando, a una sola gara dalla fine del Campionato, la corsa è finita come finirebbe un tamponamento stradale dove ognuno è sicuro di aver ragione e non s’interessa ad ascoltare quello che ha da dire l’altro.

Marquez già da qualche gara si era rassegnato al terzo titolo consecutivo ma voleva dimostrare di essere comunque forte; Rossi, non voleva intralci sulla sua strada e quel calcio gli è costato una punizione non da poco, così rischia il mondiale e la sua simpatia è stata messa da parte da un gesto anti sportivo.

Una gara che termina senza vincitori né vinti. Rossi e Marquez si guardano in cagnesco, Lorenzo subisce la pressione nella corsa al titolo mondiale alimentando le frecciatine di odio. Il titolo non è ancora stato assegnato e chi vincerà dovrà fare i conti con le battute velenose accumulatesi durante la stagione, le accuse e le nuove inimicizie.

Questo articolo è stato pubblicato su Huffington Post Italia.

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