Prendete una serata di metà settembre nella capitale, due amiche con le quali vagare come bohémien, senza una meta per le strade del centro, fino a quando, un artista di strada cattura la vostra attenzione e in qualche modo vi invita a sedervi in uno dei baretti della piazzetta in cui sta suonando.

Ascoltando l’audio vi sembrerà di essere in Spagna, invece no, eravamo a Piazza San Callisto a Roma. Io e le mie amiche parlavamo spagnolo, come i due ragazzi seduti al tavolo accanto al nostro; anche loro, come noi, parlavano delle loro questioni con una buona birra in mano e della buona musica di sottofondo. A dire il vero, il bar in cui ci eravamo sedute aveva musica latino americana, ma nella piazza, un ragazzo suonava la chitarra e cantava “Stay with me” di Sam Smith.

Intorno a lui ragazzi e ragazze dai 20 ai 35 anni incanti ad ascoltarlo sorseggiavano i loro drink, si scambiavano dolci occhiate, mentre un uomo in giacca e cravatta a bordo di uno scooter cercava a fatica di attraversare la piazza per tornare a casa. (Forse).

Seduti a un bar con un vero amico e una birra si possono risolvere i problemi e fare viaggi inesplorati per il mondo. Noi ad esempio, influenzate anche dalla musica latino america che sentivamo bassa, uscire dalle casse del locale, abbiamo immaginato un viaggio a Cuba. Poi la birra è finita, la cameriera ci ha detto che stavano chiudendo, ci siamo alzate e ci siamo ritrovate a Roma. In piazza San Callisto.

Il nostro viaggio immaginario era svanito ma l’amicizia che ci lega no, quella resta anche se il bar chiude e la birra finisce.

Comunque anche il progetto di un viaggio a Cuba potrebbe avere un seguito.

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